
Imparare come amarsi non è mai stata una cosa facile per me, perfezionista e incapace di capire come perdonarsi i propri errori, e la mia storia personale non ha aiutato.
Per tutta la vita mi sono sentita come fuori posto e questo è iniziato, se guardo indietro, addirittura da quando ero bambina.
A scuola ho avuto grosse difficoltà ad integrarmi. Appena iniziate le medie la ragazza a cui mi ero avvicinata è stata di lì a poco cambiata di sezione, per cui mi sono pure ritrovata in banco da sola.
Alle superiori mi sono ritrovata a frequentare il liceo scientifico (che odiavo e che non avevo scelto io) e per di più con compagni di classe con cui non mi trovavo per nulla e che, in alcuni casi, mi hanno pure bullizzata. Se penso alle pause e agli intervalli passati da sola in bagno mi viene ancora da piangere.
All’università tutto ha iniziato ad andare per il verso giusto, ma dopo la triennale ho deciso di andare a lavorare per mio padre, affascinata da questa multinazionale multietnica per cui lavora. Il mondo delle fiere, dei meeting in cui partecipavano 90 nazionalità diverse, era un sogno per me, amante dei viaggi, delle lingue e culture diverse.
Ma non avevo considerato il rovescio della medaglia, cioè il dover passare la maggior parte del tempo a fare la rappresentante (questa parola mi ha sempre evocato l’immagine di quelli che ti suonano a casa per venderti il Folletto). Lanciata alla tenera età di 22 anni e senza la minima esperienza in un ambiente prettamente maschile.
Per la maggior parte del tempo mi sono sentita un’incapace e, lavorando per mio padre, faticavo anche a riconoscermi il giusto valore per i successi conseguiti. L’impostore era sempre sulla mia spalla a sussurrarmi che in realtà non avevo nessun merito. Altro che capire come amarsi!
Essere uomo mi sembrava molto più facile, sarei stata presa sul serio, avrei potuto invitare i miei clienti a cena, senza che sembrasse che ci stavo provando. E guarda caso questi pensieri inconsci, che verbalizzo forse per la prima volta in questo momento, uniti allo stress che provavo costantemente, si sono tradotti in disordini del mio ciclo ormonale.
Non ero mai stata regolarissima, ma ora la mia testa e anche le mie ovaie stavano urlando sempre più forte la loro rabbia e frustrazione. Dopo aver cercato aiuto da vari specialisti, che mi hanno solo fatta sentire ancora più sbagliata, ho deciso di mettere a tacere queste urla che mi arrivavano dall’interno. Ho ignorato completamente le mie stesse richieste di aiuto. Decisamente questo non è imparare come amarsi, ti risuona?
I miei disturbi andavano peggiorando di mese in mese mentre gli anni passavano. Combattevo costantemente con dolori mestruali atroci, insonnia e ansia, in una società che ti vuole sempre performante allo stesso modo ogni giorno del mese (peccato che metà della popolazione mondiale sia ciclica, ma questo ancora non l’hanno capito).
Dentro di me mi sentivo sempre di più come una macchina rotta, con una parte del corpo non funzionante e, anche se avere figli non era la mia priorità, questo mi faceva sentire in qualche modo “meno donna”. Invece che abbracciare la me stessa che aveva solo bisogno di essere ascoltata, la giudicavo come sbagliata, senza perdonarmi alcuna defaillance. Io dovevo rendere sempre il massimo!
Con la nascita di mio figlio ho scoperto che il ruolo di madre mi veniva abbastanza bene, tutto sembrava andare finalmente come doveva e all’improvviso… LOCK-DOWN! Da sola a casa con un bimbo di 4 mesi, dopo le prime settimane di noia e depressione inizio ad iscrivermi a vari eventi online e per caso frequento un corso sui cicli lunari. Non sapevo neanche se mi sarebbe servito a qualcosa, poteva anche parlare di quando piantare le patate e sarebbe andata bene comunque.
Scopro che i cicli lunari influenzano gli esseri umani di entrambi i sessi, che sono inconsapevolmente in connessione con le sue energie, diverse per ogni fase lunare. I cicli lunari, si sa, influenzano le maree e noi siamo fatti principalmente d’acqua, quindi niente di esoterico. Imparo a connettermi con me stessa in profondità tramite la mappatura: uno strumento meraviglioso e semplice che ti porta a focalizzarti su come stai ogni giorno, sia fisicamente che mentalmente ed emotivamente. Per mapparti è sufficiente un diario o qualsiasi strumento ti aiuti ad ascoltare te stessa.
Scopro che alcune sensazioni, sogni, pensieri, livelli di energia, ricorrono ciclicamente durante il mese, in base alla fase lunare. Tante cose per me cambiano. Inizio ad accogliere i miei bassi senza giudizi o sensi di colpa, anzi! Inizio ad ascoltare il corpo per quanto mi è possibile e, come per magia, in effetti inizio a sentirmi meno stanca.
Smetto di provare rabbia e frustrazione, di sentirmi sbagliata o pazza (ammettilo, ogni tanto lo pensi di te stessa anche tu) quando ad esempio mi vengono pensieri ossessivi ricorrenti. Scopro infatti, confrontandomi anche con altre donne, che capita a tutte e dipende dai nostri ormoni, non c’è nulla di sbagliato. Bisogna solo imparare come amarsi e accettare anche le parti di noi che ci sembrano oscure, perché è da esse che spesso nascono le migliori intuizioni creative.
Io mi sono avvicinata a questo mondo prima di avere il capoparto. Non stavo mestruando e sono convinta che questo dono non potesse arrivarmi in un momento migliore. Il connettermi alle fasi lunari mi ha riportato a sentirmi nuovamente ciclica, a imparare a prevedere i momenti bui e ad associarli alle energie lunari senza venirne sopraffatta.
Ma il tutto è diventato ancora più potente una volta che sono tornata a mestruare. Ho iniziato a connettermi per davvero anche con le fasi ormonali, comprendendo ad esempio quanto la stanchezza sia qualcosa di assolutamente fisiologico e normale. E’ fondamentale concedersi del riposo per quanto è possibile, senza sensi di colpa. Io che quando lavoravo, le mie fasi ormonali non solo non le consideravo, ma neanche le sapevo riconoscere, a differenza di adesso.
Questo semplicemente perché non trovavo mai del tempo per me stessa e per fermarmi ad ascoltare il corpo. La mappatura è stata proprio lo strumento perfetto per concentrarmi su me stessa e su come mi sentissi. Io che affrontavo quella perenne stanchezza come un fallimento del mio corpo, ho imparato ad accettarla non come un’imperfezione, ma come una richiesta che, se assecondata, mi portava doni straordinari.
Questi ulteriori progressi li ho ottenuti grazie ad un percorso come coach per donne, che ho intrapreso come percorso di crescita personale e che ora è diventato anche una specie di missione per me: farti capire che la tua stanchezza, la rabbia e frustrazione, i pianti incontrollabili e a volte immotivati, i momenti in cui ti dici “nessuno mi capisce”, il non sentirti all’altezza a volte e qualsiasi cosa tu provi e senti, sono tutte sfaccettature della tua ciclicità. Nulla di tutto ciò va combattuto, bensì accolto e, come un’onda, cavalcato perché ci porti dove vogliamo andare senza che ci sovrasti.
Un percorso di coaching individuale può aiutarti a comprendere davvero il tuo valore, nella misura in cui tu ti voglia mettere in gioco.
Qui trovi tutti i miei percorsi:
https://paolaghilardini.it/percorsi-di-coaching/
Imparare come amarsi è fondamentale, perché ricorda:
OGNUNA DI NOI E’ UNICA E NESSUNA DI NOI E’ SBAGLIATA!

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